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IL PARCO NAZIONALE DELL’ALTA MURGIA INTERVIENE PER LA SALVAGUARDIA DELL’UOMO DI ALTAMURA

Non ci sono le condizioni perché lo scheletro dell’Uomo di Altamura possa essere rimosso dalla grotta di Lamalunga. Questa, in estrema sintesi, la posizione espressa dall’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia in una nota inviata a tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nella vicenda relativa al reperto paleoantropologico ritrovato in territorio di Altamura, oggi in Zona “B” del Parco. Di seguito il testo della nota a firma del Direttore dell’Ente, Fabio Modesti, e del Vice Presidente dell’Ente, Cesareo Troia.  
“Con riferimento all’oggetto, questo Ente, nello spirito di leale collaborazione tra Pubbliche Amministrazioni ed a seguito di interlocuzione con la Soprintendenza in indirizzo, ha autorizzato le discese nella grotta di Lamalunga per l’attuazione del “Progetto KARST”, nei mesi di maggio ed agosto u.s., con prelievo di speleotemi e rilievi a carattere geologico e microambientale tramite data logger. Nelle citate circostanze, questo Ente ha chiesto alla Soprintendenza di ricevere le relazioni ed i relativi risultati. Ad oggi tali richieste ed informazioni, indispensabili per valutare, nell’ambito delle competenze di questo Ente, eventuali e ulteriori discese nella grotta di Lamalunga, non sono state mai riscontrate.
Nel tempo, tuttavia, sulla vicenda in questione si sono susseguiti documenti e note da parte di vari soggetti istituzionali e non, quasi sempre di opposizione alla paventata rimozione dello scheletro dell’”Uomo di Altamura” dal sito nel quale giace da oltre 100.000 anni.
In merito ai documenti ed alle note citate, si è espresso il Consiglio Direttivo di questo Ente nella seduta del 19/09 u.s. In tale occasione, l’Organo di indirizzo del Parco ha ribadito che, in considerazione dell’elevata sensibilità ambientale del sito (zona “B” del Parco ai sensi del Piano per il Parco entrato in vigore il 23/04/2016 – inserita in habitat 62AO/6220 ai sensi della Direttiva n. 92/43 CEE, del d.P.R. n. 120/2003 e dei Regolamenti Regionali nn. 6/2016 e 12/2017 -), l’eventuale estrazione del reperto non è perseguibile. Ciò soprattutto nel perdurare dell’assenza della trasmissione e della discussione del progetto di ricerca finanziato e dei relativi risultati. Il Consiglio Direttivo di questo Ente ha ribadito, altresì, che tale situazione non consente di autorizzare altre discese nella grotta in questione.
E’ di tutta evidenza che la delicatezza della questione di cui si tratta e la complessità dell’approccio scientifico richiedono la massima collaborazione tra le Pubbliche Amministrazioni interessate ed il massimo coinvolgimento dei territori, nel prosieguo delle attività di ricerca.
La prima trova concretizzazione nel Comitato Tecnico-Scientifico per il giacimento di Lamalunga, del quale si è chiesto più volte l’avvio dei lavori; il secondo, a parere di questo Ente, ha necessità d’essere realizzato attraverso l’organizzazione di incontri pubblici che illustrino con completezza obiettivi, fasi, materiali e metodi del lavoro di ricerca, raccogliendo e valutando eventuali contribuiti che dovessero essere apportati anche sulla base delle considerazioni fin qui espresse.
In conclusione, questo Ente conferma la propria disponibilità alla piena collaborazione con le Amministrazioni Pubbliche coinvolte, ed in primo luogo con la Soprintendenza Archeologica delle Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari e con il Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle Attività culturali e del Turismo per la Puglia, richiamando le considerazioni su esposte e nel reciproco rispetto delle finalità e delle prerogative di legge a ciascuna assegnata, nonché delle competenze concorrenti.
Si coglie l’occasione per inviare i più cordiali saluti.”.
                                                                                  
Il Direttore f. f.
Fabio Modesti

Il Vice Presidente
Cesareo Troia
 
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